Il Parco

Il Parco Dell’Appia Antica:

Il Parco regionale dell’Appia antica è un’area protetta di 3 400 hm² istituita nel 1988 dalla Regione Lazio all’interno dei territori comunali di Roma, Ciampino e Marino.
Il territorio del Parco è un “Un parco unico al mondo” tra il centro di Roma e i Colli Albani, che rappresenta il residuo più importante dell’Agro Romano dal punto di vista storico, archeologico e paesaggistico. Comprende infatti la via Appia Antica e le sue adiacenze per un tratto di 16 chilometri (compresa la Villa dei Quintili), la valle della Caffarella (200 hm²), le aree archeologiche degli Acquedotti (240 hm²), di Tor Fiscale e delle tombe della via Latina, la Tenuta di Tor Marancia (220 hm²) e quella della Farnesiana (180 hm²).

L’idea di un grande parco archeologico tra il Foro Romano e i Castelli Romani emerge per la prima volta durante il periodo napoleonico. È però Papa Pio IX ad attuare i primi interventi di sistemazione archeologica dell‘Appia Antica, affidati a Luigi Canina. Dopo l’Unità, Rodolfo Lanciani, Guido Baccelli e Ruggero Bonghi lanciano alcuni progetti di recupero dell’area, i cui effetti sono però limitati alla Passeggiata archeologica (oggi viale delle Terme di Caracalla)[1].

Nel 1931 il Piano regolatore prevede l’Appia Antica come un “grande parco” circondato da una “zona di rispetto”, ma già nel secondo Dopoguerra corre il rischio di essere sommersa dal cemento.

Alla fine degli anni cinquanta Antonio Cederna e l’associazione Italia Nostra avviano una lunga battaglia per la salvaguardia dell’Appia Antica, che coinvolge sempre più l’opinione pubblica, finché nel 1988 la Regione approva l’istituzione del Parco Regionale, di cui diventa presidente nel 1993 lo stesso Cederna[3]. Nel 2002 il Parco è stato ampliato con l’acquisizione definitiva della Tenuta di Tor Marancia.
Il territorio del Parco è rimasto al 95% di proprietà privata: il 40% appartiene ancora alle antiche tenute dell’aristocrazia romana, il 25% a società, il 21% a piccoli proprietari, il 10% ad enti religiosi. L’area pubblica comprende un 2% di demanio comunale, un altro 2% di demanio storico-artistico, e anche l’1% di demanio militare[4].

Dall’agosto 2013 il Commissario dell’ente è Mario Tozzi, geologo e membro del Consiglio scientifico del WWF.

E’ definito “un parco unico al mondo” non solo per la presenza di resti romani, con ville, acquedotti e della straordinaria Via Appia Antica che conduceva verso il Porto di Brindisi, ma anche per la presenza di numerose specie animali e di esemplari di piante rare.

Il Nostro Parco e le sue stagioni…

Immersa tra il verde e le rovine antiche della Via Appia Antica, si trova la “Domus Magnanimi”. Il casale si estende fino alle pendici del mausoleo di Cecilia Metella ed é circondato da un bellissimo e rigoglioso parco. All’interno del giardino è possibile ammirare i cospiqui resti del muro di cinta del Castello dei Caetani, oggi cornice ideale per gli aperitivi ed il taglio della torta. Il parco, ricco di vegetazione e fiori tutto l’anno viene disturbato solo dai rumorosi e colorati pappagalli che lo popolano ormai da anni, numerose le presenze di animali nel parco, come fagiani, gufi, lucciole, donnole, merli e volpi.

Varie zone sono a vostra disposizione: un capiente parcheggio, un belvedere dove sorbire un rinfrescante aperitivo, ed il giardino antistante al casale dove si trova una maestosa “pergula” in legno.